Pubblico? Si, forse, anzi no!
Scritto da jimmi il 16 ottobre 2007Altro capitolo della saga del portale turistico Italia.it. Il diciassette settembre la competente commissione governativa ha definitivamente affossato la richiesta di scandaloitaliano che fossero resi pubblici i documenti con cui è stato assegnato l’appalto del portale.
Il testo con le motivazioni con cui l’appello è stato respinto è un campionario di burocratese, da cui si capisce che i documenti sono sì pubblici ma, per dirla con il marchese: "… io so’ io e voi non siete un cazzo! ". Con assoluto sprezzo del pudore la commissione informa che:
il generico richiamo ad "un interesse collettivo alla massima trasparenza" forche il governo stesso ha voluto darsimulato dall’aggregazione istante non giustifica il rilascio della documentazione richiesta da parte del Ministero, nascondendo e configurando, in realtà un vero e proprio controllo sull’operato e sull’agire della pubblica amministrazione
Cioè il privato cittadino non ha alcun diritto di controllare l’operato della pubblica amministrazione, anche quando decine di milioni di euro vengono stanziati, e parzialmente spesi con risultati vergognosamente inadeguati, se non addirittura in contrasto con leggi che il governo stesso ha strombazzato con enfasi.
Anche quando la gestione economica è come minimo confusa, con costi che da quarantacinque milioni lievitano fino a cinquantotto, per poi arrivare, secondo alcuni, a settantuno milioni di euro.



22 febbraio 2008, 02:47
[...] un’atteggiamento di chiusura verso le richieste di verifica provenienti dai cittadini come già successo in passato, si è cercato il dialogo. Speriamo che la cosa sia di esempio per migliorare i [...]